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La Luna nella storia e nell'arte
Il volto mutevole della Regina del cielo notturno, custode di miti millenari e faro per l'immaginazione umana, catturato nel silenzio delle vette dolomitiche.
Da sempre la Luna governa il ritmo delle nostre notti, muove le maree e ispira l'animo umano. Nel suo ciclico mostrarsi e nascondersi, i popoli antichi hanno visto divinità, i poeti hanno cercato risposte e gli scienziati hanno tracciato i confini del cosmo. Questa sezione raccoglie un viaggio visivo e concettuale che unisce la precisione dell'astrofotografia al fascino delle storie che l'umanità ha ricamato attorno al nostro satellite naturale.

Nelle sere successive al novilunio, oltre alla brillante falce crescente, è possibile scorgere l'intero disco lunare immerso in una tenue luminescenza color cenere. Questo fenomeno, noto come Luce cinerea, ha alimentato per secoli fantasiosi miti: gli antichi credevano che la Luna brillasse di luce propria o che fosse traslucida, lasciandosi attraversare dai raggi solari. Fu l'acume di Leonardo da Vinci, intorno al 1500, a squarciare il velo del mito: comprese che quel bagliore soffuso non era magia, ma il riflesso della luce solare che, rimbalzando sulla Terra, andava a illuminare la notte del nostro satellite. Un abbraccio luminoso tra due mondi che la fotografia cattura nella sua intima e argentea delicatezza.


Nel dicembre del 1609, Galileo Galilei puntò il suo telescopio verso il cielo, cambiando per sempre la storia dell'astronomia. Oltre a scoprire che la superficie lunare era rugosa e montuosa proprio come la Terra, nel suo Sidereus Nuncius diede la spiegazione definitiva della Luce cinerea: il fenomeno per cui la parte in ombra del disco lunare si rende visibile all'occhio umano. Dimostrò che quel tenue bagliore è il "chiaro di Terra", ovvero la luce del Sole riflessa dal nostro pianeta verso la Luna. Accostare la texture geometrica dei crateri in penombra alle vette delle Dolomiti significa continuare quella linea invisibile dove la precisione della scienza incontra la pura poesia visiva del cosmo.

Prima della nascita della fotografia, i pittori hanno usato la Luna come lo specchio delle emozioni umane e dell'infinito. Il capolavoro del Romanticismo tedesco di Caspar David Friedrich, Due uomini contemplano la Luna (ca. 1825-30), ne è l'emblema assoluto: il satellite non è più un semplice dettaglio decorativo, ma diventa il fulcro di un dialogo silenzioso e malinconico tra l'uomo e il cosmo.Oggi, la fotografia d'autore raccoglie questa identica eredità pittorica. Quando la Luna si staglia sopra le guglie fossili delle Dolomiti, l'obiettivo fotografico non registra solo un dato astronomico, ma continua a dipingere con la luce la stessa millenaria meraviglia che ha affascinato i più grandi artisti della storia.

La Luna con luce cinerea sopra il Sass de Stria

Dipinto a Saint-Rémy-de-Provence, mostra un'enorme Luna piena dal colore arancione intenso che sorge maestosa dietro i campi di grano e le montagne delle Alpilles

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