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Fin dall’antichità, la volta celeste è stata una tela su cui l'umanità ha impresso miti, timori e meraviglie. Se le Dolomiti testimoniano la millenaria evoluzione della Terra, il cielo racconta il tempo infinito dell'universo. La storia e l'arte ci riportano la poesia di un tempo.
Nut, la dea del cielo e grande madre

Nella mitologia egizia, Nut, la dea del cielo, era immaginata con il corpo stellato teso ad arco sulla Terra.
Secondo il mito, ingoiava il sole la sera per partorirlo la mattina seguente in un eterno ciclo di rigenerazione.
Come confermato da recenti studi di archeoastronomia pubblicati dall'University of Portsmouth e divulgati da ANSA Scienza e Wired Italia, questa figura non è una fantasia, ma la precisa mappa visiva della Via Lattea. L'orientamento del suo corpo ne seguiva lo sviluppo stagionale, mentre la linea scura visibile sul suo ventre simboleggiava la "Grande Fenditura" (Great Rift), la banda di polveri oscure che taglia in due la luce della nostra galassia.

Il Mito Greco e l’Origine del Nome
Il termine stesso "Via Lattea" affonda le sue radici nella mitologia classica dell'Antica Grecia. Secondo la leggenda, Zeus adagiò il piccolo Ercole al seno della dea Era mentre lei dormiva per donargli l'immortalità. Svegliatasi all'improvviso, la dea ritrasse il seno: lo spruzzo di latte materno che attraversò la volta celeste si trasformò nel flusso eterno di stelle che ammiriamo ancora oggi.
Questo affascinante racconto è stato magistralmente immortalato dal pittore veneziano Tintoretto nel suo capolavoro L'origine della Via Lattea (1575-1580), oggi custodito presso la National Gallery di Londra.

La nascita della Via Lattea trasforma il mito greco in un'esplosione di movimento ed energia pura. Nel dipinto, custodito al Museo del Prado, la dea Era (Giunone) viene svegliata di soprassalto mentre allatta il piccolo Ercole. Colta di sorpresa, si ritrae: il latte che schizza dal suo seno non crea solo una scia di stelle, ma sembra dar vita a una vera e propria tempesta di luce cosmica.
Questa visione dinamica ricorda la forza primordiale degli elementi che si sprigiona durante le notti più limpide in alta quota.

In Oriente la Via Lattea perde la sua natura "lattea" per diventare acqua.
Nella mitologia cinese e giapponese, la galassia è il Tianhe (il Fiume d'Argento), un immenso corso d'acqua celeste creato per separare due innamorati: la Tessitrice stellare (Vega) e il Mandriano (Altair).Solo una notte all'anno, durante la festa del Qixi (o Tanabata), uno stormo di gazze ladre forma un ponte con le ali per farli riabbracciare.
Quando osserviamo Vega e Altair brillare sopra i passi dolomitici, stiamo guardando i testimoni di questa eterna storia d'amore.
Pittura tradizionale cinese: La tessitrice di Zhang Ling (1900-1949)

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