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L'Incontro: Luce, Roccia e Patrimonio dell'Umanità

 

Ci sono momenti in cui la montagna smette di essere solo roccia e si trasforma nel palcoscenico ideale per il cosmo. Accade quando la pazienza del fotografo incontra la purezza dell'aria di Pian dei Buoi (Lozzo di Cadore) e l'assenza di inquinamento luminoso. Lo sfondo di questo scenario è il gruppo delle Marmarole, monumento geologico tutelato nel Sistema n. 5 dei Beni Patrimonio dell'Umanità UNESCO. Il prestigioso riconoscimento internazionale certifica l'eccezionale valore estetico e l'integrità scientifica di queste vette, che qui si fondono in un unico, straordinario fotogramma con la meteorologia locale e i moti orbitali del Sistema Solare.

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Cronaca di un'attesa

Corona lunare e congiunzione con Giove sopra le Marmarole, nel cuore delle Dolomiti UNESCO

 

Dopo una giornata caratterizzata da un'intensa alternanza di acquazzoni, non mi sono arresa e mi sono portata a quota 1.800 metri, nello splendido punto panoramico di Pian dei Buoi nel comune di Lozzo di Cadore. Dopo una lunga attesa, quando ormai disperavo, una provvidenziale finestra si è aperta sopra il cielo delle Dolomiti.

L'immagine cattura lo spettacolare transito prospettico lungo il piano dell'eclittica tra il pianeta Giove e una sottile falce di Luna crescente, in congiunzione all'interno della costellazione dei Gemelli. Nonostante la frazione direttamente illuminata dal Sole sia ridotta, si distingue chiaramente anche la porzione in ombra del disco lunare grazie alla luce cinerea (earthshine), il debole bagliore prodotto dalla radiazione solare riflessa dall'albedo terrestre verso il nostro satellite.

Ad arricchire la scena interviene un fenomeno ottico atmosferico: il transito degli ultimi veli nuvolosi genera una bella e suggestiva corona lunare. Questo effetto non è causato dalla rifrazione, bensì dalla diffrazione della luce riflessa dalla Luna mentre attraversa microscopiche goccioline d'acqua (o minuscoli cristalli di ghiaccio) sospese nelle nubi.

Il duo cosmico si staglia sopra il profilo monumentale e frastagliato del gruppo montuoso delle Marmarole, parte integrante delle Dolomiti e riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio dell'Umanità, fondendo così in un unico quadro la meteorologia locale, la maestosità della geologia alpina e i moti orbitali del Sistema Solare.

Da sx Cridola, Montanel e gli Spalti di Toro 1.jpg
Da sx Cridola, Montanel e gli Spalti di Toro 2.jpg

Il Territorio:

 

Un balcone sospeso sulle Dolomiti

Se il gruppo delle Marmarole è noto per il suo carattere aspro, selvaggio e a tratti impenetrabile, l'altopiano di Pian dei Buoi ne rappresenta la controparte accogliente. Adagiata a una quota media di 1.750–1.800 metri, questa vasta distesa si apre come un'immensa terrazza verdeggiante. È un territorio dominato da praterie ondulate, boschi di conifere e antichi pascoli che gli abitanti chiamano affettuosamente "la Monte". Da qui lo sguardo si libera a 360 gradi, spaziando dal colossale profilo del vicino Monte Antelao fino agli Spalti di Toro e alle Tre Cime di Lavaredo, che sovrastano la conca di Auronzo.

 

Nelle inquadrature a largo campo emerge chiaramente la particolarità morfologica che rende l'area inserita nel cuore del Sistema n. 5 delle Dolomiti UNESCO. Da un lato spicca l'orizzontalità distesa e rilassante dell'altopiano, che invita al cammino lento; dall'altro, l'improvvisa e spettacolare verticalità delle pareti dolomitiche che si stagliano contro il cielo. È proprio questa alternanza tra la vastità dei prati e la severità delle pareti rocciose a rendere la zona uno dei soggetti più gratificanti e ricercati del Cadore per gite all’insegna dell’immersione nella Natura a tutto campo.

Le Tre Cime di Lavaredo .jpg
Le Marmarole .jpg
Baita con vista sull'Antelao .jpg

La Fauna: Biodiversità tra i Ghiaioni

L'isolamento selvaggio delle Marmarole custodisce un habitat ideale e incontaminato. La zona è integrata nella ZPS (Zona di Protezione Speciale) della rete europea Natura 2000.

  • Grandi Ungulati: Camosci sulle pareti del Ciarìdo, stambecchi e cervi al margine dei boschi.

  • Avifauna d'Eccellenza: Il gallo forcello, simbolo della fauna alpina d'alta quota.

  • Scrigni d'Acqua: Le torbiere della Palù Gran e del Laghetto delle Sepolture ospitano la Smeralda alpina, una rara libellula relitto dell'era glaciale.

  • Tradizione dell'Alpeggio: La malga attiva di Pian de Formai mantiene viva la secolare cultura pastorale del Cadore.

La Flora: Un Giardino Botanico in Evoluzione

Un mosaico cromatico che trasforma radicalmente l'altopiano di Pian dei Buoi a seconda delle stagioni.

  • Fioriture Alpine: Specie protette come la Scarpetta di Venere (la più grande orchidea spontanea d'Europa), la Dafne rosea e le tenaci stelle alpine.

  • Il Mosaico Estivo: Praterie d'alta quota intervallate da fitti raggruppamenti di pino mugo ai piedi delle rocce.

  • L'Oro Autunnale: Lo spettacolare foliage dei larici che si accendono di arancione e oro in contrasto con le pareti calcaree.

Punti di Riferimento ed Escursionismo

Due storiche sentinelle sospese nel paesaggio, basi ideali per esplorare l'area:

  • Rifugio Ciareido (1.969 m): Storico "nido d'aquila" di fine Ottocento costruito dagli Alpini, con vista totale sull'altopiano.

  • Rifugio Baion - Elio Boni (1.828 m): Adagiato in una splendida radura ai piedi dei contrafforti più imponenti delle Marmarole.

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