
Vedorcia e gli Spalti del Dio Thor

Esiste un luogo dove il rumore del mondo si spegne, lasciando spazio solo al battito silenzioso della natura e alle sensazioni interiori.
Dinanzi alle creste merlate degli Spalti di Toro, mi connetto con la mia parte più intima.
Il desiderio di custodire questi stati d'animo si trasforma in un racconto visivo capace di far risuonare quelle sensazioni profonde che mi trasportano in una dimensione onirica: un rifugio di quiete, armonia e pace.

Lo sguardo dal belvedere si perde tra le calde tavolozze autunnali: sfumature intime che accarezzano lo spirito e trasformano il paesaggio in un sogno a occhi aperti, fatto di luce e di attese.

Gli Spalti allo specchio nell'antico abbeveratoio della casera.
I profili affilati delle cime che coronano Vedorcia sono monumenti di luce e roccia. Sculture nate dal tempo che ho il privilegio di raccontare come fotografa Sostenitrice della Fondazione Dolomiti UNESCO, custode di un Patrimonio Mondiale.





Quando l’oscurità avvolge i pascoli e il silenzio si fa assoluto, Vedorcia rivela la sua parte più sacra. Nella notte, il rapporto con la montagna si spoglia di ogni distrazione per farsi intimo e spirituale. Le cime degli Spalti di Toro non sono più soltanto l’orizzonte familiare che delimita "casa", ma linee che si fondono con l'immensità del cosmo sopra di me: un frammento di tempo in cui mi sento parte dell'infinito.




Assistere al sorgere della Luna dalle creste degli Spalti di Toro è un evento che mi emoziona sempre. Seguire il suo cammino, mentre bacia le cime e dialoga con i pianeti nel silenzio della sera, trasforma l'attesa in pura poesia visiva che mi incanta e mi riempie di gratitudine.




Il respiro dell'infinito dal belvedere di Vedorcia

Provo una meraviglia indescrivibile nel rimanere la notte da sola, sospesa su questo straordinario balcone. Osservo dall'alto le luci della valle, mentre sopra di me il cielo si accende di aurore e stelle cadenti, facendomi perdere ogni cognizione del tempo.
Custodisco nel cuore il calore di quel silenzio e di quelle sensazioni profonde che mi inducono a ritornare: un bisogno interiore di ritrovare me stessa e respirare l'infinito.